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12/08/2017

Canzone classica napoletana : TORNA A SURRIENTO



I TRE TENORI

 

 

 

Torna a Surriento

Claude Aveling scrisse il testo in inglese della canzone, intitolato Come Back to Sorrento, da cui Doc Pomus e Mort Shuman la riadattarono per la versione di Elvis Presley, intitolata Surrender che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per due settimane, nel Regno Unito per 4 settimane e nelle Fiandre in Belgio, seconda in Italia e Norvegia, terza in Olanda e sesta in Germania.

La canzone fu presentata in pubblico per la prima volta nel 1902, eseguita probabilmente dalla coppia Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello, quando il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli alloggiò all'hotel di Guglielmo Tramontano, allora sindaco di Sorrento. Fu annunciato che il brano era stato composto su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento tra le quali la più importante era la rete fognaria all'epoca inesistente.
In realtà una ricerca più recente indica che i fratelli depositarono una copia del brano nel 1894, ovvero otto anni prima dell'esecuzione pubblica, e che quindi il brano fu soltanto riadattato per l'occasione[2].
Recentemente è stata usata come campionatura nella canzone Sexy People di Arianna (voce delle più famose colonne sonore Disney) e Pitbull.


(NAP) « Vide 'o mare quant’è bello,
spira tanto sentimento,
Comme tu a chi tiene mente,
Ca scetato 'o faje sunnà.

Guarda, gua’ chistu ciardino;
Siente, sie’ sti sciure arance:
Nu profumo accussì fino
Dinto 'o core se ne va…

E tu dice: "I’ parto, addio!"
T’alluntane da 'stu core…
Da la terra de l’ammore…
Tiene 'o core 'e nun turnà?

Ma nun me lassà,
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
famme campà!

Vide 'o mare de Surriento,
che tesore tene 'nfunno:
chi ha girato tutto 'o munno
nun l'ha visto comm'a ccà.

Guarda attuorno sti ssirene,
ca te guardano 'ncantate,
e te vonno tantu bene...
Te vulessero vasà.

E tu dice: "I' parto, addio!"
T'alluntane da 'stu core
Da la terra de l'ammore
Tiene 'o core 'e nun turnà?

Ma nun me lassà,
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
Famme campà! »



(IT) « Vedi il mare quanto è bello,
Ispira molto sentimento,
Come tu a chi ti ha in mente,
che da sveglio lo fai sognare.

Guarda, guarda questo giardino;
Senti, senti questi fiori d'arancio:
Un profumo così delicato
Dentro al cuore se ne va…

E tu dici: "Io parto, addio!"
Ti allontani da questo cuore…
Dalla terra dell'amore…
Hai il cuore di non tornare?

Ma non mi lasciare,
Non darmi questo tormento!
Torna a Sorrento,
Fammi vivere!

Vedi il mare di Sorrento,
Che tesori ha sul fondo:
Chi ha girato tutto il mondo
Non l'ha visto come qua.

Guarda intorno queste Sirene,
Che ti guardano incantate,
E ti vogliono tanto bene…
Ti vorrebbero baciare.

E tu dici: "Io parto, addio!"
Ti allontani da questo cuore…
Dalla terra dell'amore…
Hai il cuore di non tornare?

Ma non mi lasciare,
Non darmi questo tormento!
Torna a Sorrento,
Fammi vivere! » 




11/26/2017

Tradizioni locali in Toscana : CANTI IN OTTAVA RIMA (le "sfide" vocali)




In futuro pubblicherò un mio video sul contrasto in ottava rima a cui ho assistito.
In alcuni casi si trattano di veri e propri duelli vocali non di facile esecuzione perchè si deve "improvvisare" al momento, rispondere all'avversario MA...rispettando lo schema dell'ottava rima. In questi due video Benigni racconta uno storico "duello" mentre, nel Palio dei rioni di Pescia, le due contrade si provocano a colpi di versi. 

MYSTERIUM





 
it.wikipedia.org

Ottava rima


L'ottava rima è il metro usato nei cantari trecenteschi e nei poemetti del Boccaccio (Ninfale fiesolano, Filostrato,...); non è certo chi l'abbia inventato, ma il suo uso può essere rintracciato fin dal XIV sec. (Britto di Bretagna di Antonio Pucci). Diventerà poi il metro di poeti popolari, come Antonio Pucci, e colti come Franco Sacchetti che lasceranno poi al Pulci, al Boiardo, all'Ariosto e al Tasso, di elevarlo alle più alte cime. La popolarità dell'ottava riuscì in questo modo a sostituire la terzina dantesca. È ancora questo metro che sarà utilizzato dai poeti estemporanei per i loro contrasti di improvvisazione fino ai nostri giorni.

In Italia

Sebbene nel corso dei secoli siano stati utilizzati i più disparati schemi di rime per strofe di otto versi, è possibile individuare due principali tipi di ottave nella letteratura italiana:

L'ottava toscana

Lo schema ritmico più utilizzato è quello dell'ottava a rima toscana, detta anche ottava o stanza, è una strofa composta da otto endecasillabi rimati, che seguono lo schema ABABABCC, quindi i primi sei endecasillabi sono a rima alternata, e gli ultimi due a rima baciata ma diversa da quelle dei versi precedenti, e uguale a quella del primo verso dell'ottava successiva.
Un esempio di ottava a rima toscana:

Or, se mi mostra la mia carta il vero, non è lontano a discoprirsi il porto; sì che nel lito i voti scioglier spero a chi nel mar per tanta via m'ha scorto; ove, o di non tornar col legno intero, o d'errar sempre, ebbi già il viso smorto. Ma mi par di veder, ma veggo certo, veggo la terra, e veggo il lito aperto.
(Ludovico Ariosto Orlando furioso 46,1)

La fortuna nella poesia popolare

Legata alla cultura dell'oralità, sopravvive ancora in Toscana e nel Lazio soprattutto nella forma dello strambotto e del rispetto (composizioni popolari in ottava rima di tipo prevalentemente lirico).
L'ottava rima (soprattutto nella forma dell'Ottavina) è spesso utilizzata dai poeti improvvisatori come metro per i loro "contrasti" (gare di versi improvvisati).
Un esempio è costituito dalla manifestazione "Incontri di poesia estemporanea" di Ribolla (Grosseto) e nel Festival regionale di canto a braccio di Borbona (Rieti). In Sardegna vi è una lunga tradizione di gare poetiche in cui i poetes svolgono i temi assegnati con ottave improvvisate in sardo.

L'ottava siciliana

Un altro tipo di ottava è quella siciliana, che non presenta il distico finale e ha dunque schema (ABABABAB).
Un esempio dal Boccaccio:
Qui, d'Atropos il colpo ricevuto,
giace di Roma Giulia Topazia,
dell'alto sangue di Cesare arguto
discesa, bella e piena d'ogni grazia,
che, in parto, abbandonati in non dovuto
modo ci ha: onde non fia già mai sazia
l'anima nostra il suo non conosciuto
Dio biasimar che fè sì gran fallazia.

Giovanni Boccaccio - Epitaffio di Giulia Topazia

All'estero

L'ottava avrà largo successo anche fuori d'Italia diffondendosi velocemente per tutta Europa, rimanendo popolare fino a tutto l'Ottocento.
Lord Byron la userà per i suoi poemi Beppo (1818) e Don Juan (1819 - 1824). Altri autori che hanno composto ottave furono: John Milton, John Keats, Edmund Spenser, Robert Browning, William Wordsworth, Percy Bysshe Shelley, José de Espronceda e William Butler Yeats.
A titolo di esempio, ecco l'ottava d'incipit del Don Juan di George Gordon Byron:
I want a hero: an uncommon want,
When every year and month sends forth a new one,
Till, after cloying the gazettes with cant,
The age discovers he is not the true one;
Of such as these I should not care to vaunt,
I'll therefore take our ancient friend Don Juan--
We all have seen him, in the pantomime,
Sent to the devil somewhat ere his time.

George Gordon Byron, Don Juan, I 1 vv.1-8


Octava real o ottava reale, importata dall'italia iniziò ad essere usata in Spagna durante l'inizio del Rinascimento, introdotta da Garcilaso de la Vega e Juan Boscán. Lo schema dell'ottava reale è come quella classica ariostesca: ABABABCC.
Sebbene al principio venne utilizzata con fini lírici, in questo stesso secolo già si costituisce come veicolo ideale ed esclusivo per ampi poemi narrativi di epica colta.
(ES) « No las damas, amor, no gentilezas
de Caualleros canto enamorados,
ni las muestras, regalos y ternezas
de amorosos affectos y cuydados,
mas el valor, los hechos, las proezas
de aquellos Españoles esforçados
que a la cerviz de Arauco no domada
pusieron duro yugo por la espada. »
(IT) « Non le dame, amor, non gentilezze
di Cavalieri canto innamorati,
né di insegne, regali e tenerezze
di amorosi affetti e cure,
ma il valor, i fatti, le prodezze
di quei spagnoli spronati
che alla testa di Arauco non domata
tennero duro giogo con la spada. »
(Alonso de Ercilla, La Araucana, Canto I)



 
accademiadellottava.it

presentazione - L'Ottava


Qui vedete, tradotta in calendario Una ghirlanda di eventi diversi Che concerne quel canto straordinario Di chi ragiona improvvisando in versi. Contrasti, conferenze, seminari Affiancheranno i poeti dispersi: e questa novità che ci mancava si chiama l’Accademia dell’Ottava!
David Riondino

L’ottava –Accademia di letteratura orale

Dalla voglia di riunire tanti eventi sparsi sul territorio toscano dedicati all’improvvisazione poetica,  è nata nell’aprile del 2006 “L’ottava -Accademia di letteratura orale (inizialmente il progetto aveva il nome di “Cantiere di letteratura orale”), promossa da David Riondino e realizzata dall’Associazione culturale Giano con il patrocinio ed il sostegno della Regione Toscana e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Durante questi anni, l’Accademia dell’Ottava, è riuscita a portare “i suoi poeti” in giro per la regione, richiamando migliaia di spettatori e coinvolgendo decine di piccoli e grandi comuni. Poeti estemporanei italiani e stranieri, musicisti, critici letterari, docenti universitari, gente comune, hanno partecipato alla realizzazione di una serie di eventi che hanno avuto come tema  l’ottava rima e più in generale la poesia estemporanea.


L’ottava rima in Toscana è una tradizione culturale di altissimo livello. Nasce dal popolo con l’intento di nobilitare, tramite l’improvvisazione poetica, il racconto dell’epicità del quotidiano e ha raggiunto vette altissime con autori come Boccaccio, Ariosto, Pulci, Tasso, Poliziano.
Sul territorio toscano, attualmente,  si possono contare numerose esperienze relative alla letteratura orale: nella provincia di Grosseto – come in tutta la Maremma- occasioni  d’incontro sul tema si segnalano a Gavorrano, a Ribolla, a Pomonte, per citare le principali;  a Siena e provincia si rilevano appuntamenti simili collegati alla tradizione orale dell’ottava rima  e l’Università di Siena, in particolare il Dipartimento di Antropologia e Letteratura Ispano-americana è  molto attiva sulla materia; a Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo, è nata ormai da anni una vera e propria  Scuola d’Improvvisazione poetica e l’Università di Arezzo ospita, presso il Dipartimento di Antropologia, corsi sull’argomento. Anche nel pistoiese, nel pisano e nel fiorentino si segnalano appuntamenti significativi di poesia orale. Questo solo per citare alcuni esempi.


La nascita dell’Accademia dell’Ottava congiunta al lavoro , portato avanti da anni da David Riondino e Mauro Chechi (importante cantastorie e presidente della Lega Italiana Poeti Estemporanei), ha permesso di mettere in rete tra loro molte delle suddette realtà e ha dato modo ai numerosi poeti “disseminati” sul territorio toscano di avere una struttura organizzativa che provvedese alla realizzazione di un  calendario di eventi riferiti all’improvvisazione poetica e alla promozione della loro arte .
Dopo qualche anno di lavoro svolto, è possibile valutare i risultati fin qui raggiunti  e, di conseguenza,  definire  le  linee di sviluppo future del progetto.
La nostra intenzione è quella  di diventare un punto di riferimento stabile, in ambito regionale e non solo,  per la  conservazione, la diffusione e soprattutto l’elaborazione  di questo patrimonio letterario orale toscano (e quindi italiano e internazionale,  nell’ambito della disciplina di cui siamo una parte), che riteniamo sia una pianta ancora vitalissima e in grado di produrre ottimi frutti.