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08/04/2026

La tregua in Iran, Calenda e il fanatismo religioso di USA e Israele | SCHIFOSISSIMI ILLUMINATI | Schifosissimi Sionisti

Nel suo intervento, Alessandro Di Battista affronta con toni durissimi la situazione in Medio Oriente, concentrandosi sulla tregua tra Iran, Stati Uniti e Israele e sul ruolo del fanatismo religioso nella politica internazionale. La sua analisi parte dai bombardamenti su Beirut e dai campi profughi palestinesi in Libano, descritti come luoghi di privazione estrema, dove la popolazione vive da generazioni senza diritti civili, politici ed economici. Da qui si sviluppa una riflessione più ampia sul conflitto, sulle sue radici storiche e sulle responsabilità dei diversi attori coinvolti.

Di Battista sostiene che la tregua non sia credibile e che le violazioni precedenti da parte di Israele rappresentino un modello ricorrente. Secondo lui, una parte dell’attuale leadership israeliana sarebbe guidata da un’ideologia religiosa radicale che punta all’espansione territoriale e alla cosiddetta “Grande Israele”. Allo stesso tempo, denuncia il peso del fondamentalismo cristiano evangelico negli Stati Uniti, citando figure politiche e militari che interpretano la guerra come una missione divina o come l’adempimento di profezie bibliche.

Nel suo racconto emergono anche critiche severe all’Europa, descritta come incapace di assumere una posizione autonoma e di esercitare un ruolo diplomatico significativo. L’ONU viene presentato come un organismo svuotato di autorità, soprattutto a causa delle scelte statunitensi. Di Battista collega inoltre i conflitti degli ultimi decenni — dall’Iraq alla Libia, dalla Siria all’Afghanistan — a una strategia volta a indebolire gli Stati vicini a Israele, favorendo instabilità e frammentazione.

Il video si chiude con un forte pessimismo: l’autore ritiene che la tregua sia destinata a rompersi e che il ciclo di provocazioni e ritorsioni continuerà, sostenuto da un sistema mediatico che, a suo dire, tende a proteggere la narrativa israeliana. Il filo conduttore dell’intervento è la denuncia del fanatismo religioso come motore di decisioni politiche e militari che, secondo Di Battista, stanno trascinando la regione — e il mondo — verso un conflitto permanente.