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07/04/2026

Il mondo sull'orlo del baratro? La diretta con Alessandro Orsini

Nel corso della diretta, Alessandro Orsini analizza l’escalation internazionale legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran, criticando duramente la gestione della crisi da parte di Donald Trump e il ruolo del governo italiano. 

Secondo Orsini, Roma avrebbe indebolito la propria difesa aerea cedendo sistemi antimissile e consentendo l’uso delle basi italiane per operazioni statunitensi. L’esperto sottolinea inoltre come le scelte di Washington abbiano aggravato la situazione in Medio Oriente, chiuso lo Stretto di Hormuz e provocato ricadute economiche anche in Europa. 

Orsini elenca infine una serie di errori strategici attribuiti a Trump, dal fallimento degli attacchi ai siti nucleari iraniani alla sottovalutazione di Hezbollah, delineando un quadro geopolitico sempre più instabile.

L'Italia è coinvolta nella guerra in Iran? Indirettamente si

 
  • Il 27 marzo, due caccia statunitensi chiedono di atterrare nella base di Sigonella.

  • L’Italia nega l’autorizzazione, perché l’operazione non rientra negli accordi internazionali.

La posizione del governo

Il ministro della Difesa Crosetto chiarisce che l’Italia può autorizzare solo:

  • operazioni NATO,

  • missioni addestrative,

  • attività di supporto logistico,

  • operazioni non cinetiche (non offensive).

I caccia da combattimento non rientrano in queste categorie.

Il ruolo delle basi italiane nella guerra in Iran

Secondo gli analisti Francesco Vignarca e Antonio Mazzeo:

  • Sigonella è un hub strategico per gli USA.

  • L’Italia non partecipa direttamente alla guerra, ma fornisce supporto logistico essenziale.

Quali mezzi operano dalle basi italiane

Attività considerate “non offensive”, ma fondamentali per le operazioni USA:

  • Droni da ricognizione → raccolgono immagini e informazioni.

  • Aerei radar (AWACS) → monitorano lo spazio aereo e guidano i caccia.

  • Aerei cisterna → riforniscono i velivoli in volo, permettendo missioni più lunghe.

  • Velivoli di comando e controllo → coordinano droni, caccia, navi e intelligence.

Conclusione

L’Italia non spara, ma:

  • mette a disposizione infrastrutture,

  • permette l’uso di mezzi che sono occhi, orecchie e cervello delle operazioni militari USA.

È quindi un coinvolgimento indiretto, ma strategicamente rilevante.

Iran, Ministro della Difesa Crosetto: “Vietare uso basi Usa? No insubordinazioni isteriche, nessun governo l'ha mai fatto”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto riferisce alla Camera sugli accordi che regolano l’uso delle basi militari statunitensi in Italia, in particolare alla luce delle recenti polemiche legate alla crisi con l’Iran.

Il punto centrale del suo intervento è semplice e ribadito più volte: da oltre 75 anni nessun governo italiano, di qualunque colore politico, ha mai messo in discussione gli accordi bilaterali e NATO che regolano l’uso delle basi USA in Italia. Crosetto sottolinea che l’attuale governo non sta facendo nulla di diverso rispetto ai precedenti.

Il ministro respinge l’idea di “insubordinazioni isteriche” o di rotture unilaterali, ricordando che:

  • gli accordi sono vincolanti e coperti da segreto di Stato in alcuni punti;

  • l’Italia non è in guerra con l’Iran;

  • il rispetto dei trattati non implica partecipazione a operazioni offensive;

  • eventuali attività non consentite vengono bloccate, come previsto dalla legge.

Crosetto porta anche dati dettagliati sui movimenti aerei nelle basi di Aviano e Sigonella negli ultimi anni, per dimostrare che non c’è stato alcun aumento anomalo di attività sotto l’attuale governo.

Chiude richiamando alla responsabilità e all’unità nazionale in un momento internazionale molto delicato, ribadendo che l’Italia continuerà a rispettare Costituzione, legge e trattati.

Stati uniti sempre più isolati e pressioni sui paesi europei. Trump ha le carte?