WORLD

WORLD

BABBO E NASTRO LUTTO

BABBO E NASTRO LUTTO

LUTTO FRASE

LUTTO FRASE

CANDELA LUTTO

Translate

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Danza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Danza. Mostra tutti i post

04/07/2024

DANZARMONIA - (Mysterium Playlist canale YOU TUBE)

 

La Scuola Danzarmonia nasce nel 2013 da un sogno di Carolina Lopes di voler coniugare l’armonia tra dedizione e passione per la danza e creare un luogo adatto a tutti, dove ognuno può seguire il proprio percorso di crescita personale e professionale, secondo le proprie caratteristiche e aspirazioni. 

Questo modo di approcciarsi ha permesso in breve tempo uno sviluppo progressivo negli anni con una forte crescita di adesioni in tutte le fasce di età dando modo di ottenere grandi e piccole soddisfazioni in varie gare, competizioni, esibizioni. 

Il progetto ambizioso di Carolina è quello di portare il messaggio armonioso della Danza in più posti possibili e non limitarsi alle mura della scuola, ecco perché durante l’anno accademico vengono proposti frequenti partecipazioni a Stage con insegnati di fama internazionale, Gare, Eventi benefici che stimolano gli allievi al confronto e trasmettere il proprio messaggio attraverso la Danza. 

Partiti da un piccolo spazio in un Circolo di Chiazzano e passando da una prima sede in poco meno di un anno, subito si è sentita la necessità di un nuovo spazio per ampliare l’offerta dei corsi aprendo una succursale, fino ad arrivare al 2017 quando è stata inaugurata la Nuova e attuale sede in Via Boccardi 34/36 Agliana. 

 https://scuoladanzarmonia.it/

10/02/2020

Danza : SWING (miei video)


istitutoitalianoarteedanza.it

E l'America cominciò a ballare. La storia dello Swing

Il termine “swing” significa letteralmente “oscillare” o “dondolare”. Si tratta di un’espressione che è diventata indicativa di un genere musicale unico e rappresentativo di un’intera epoca. Siamo negli Stati Uniti, patria del jazz, dove già da qualche tempo erano attive le cosiddette big band sia in ambiente newyorkese che a New Orleans. Alla fine degli anni ’20 cominciò invece a farsi strada un nuovo modo di concepire la sessione ritmica e l’esecuzione delle note all’interno dei brani che divennero particolarmente movimentati, dinamici, ed eseguiti in un mood che potrebbe appunto essere definito sincopato e “oscillante” come appunto indicato dal verbo “to swing”.

Storicamente questo fenomeno culturale è il prodotto di una serie di cambiamenti verificatisi all’interno della società americana in età contemporanea. Dopo il periodo del proibizionismo, cominciò a diffondersi un forte bisogno di innovazione anche sotto il profilo musicale e nel campo dell’intrattenimento. Così, tra gli anni ‘30 e ‘40 il genere promosso dalle big band che eseguivano composizioni swing divenne popolarissimo.
Il termine big band fa riferimento proprio al fatto che queste formazioni comprendevano una serie di strumenti a fiato più pianoforte, contrabbasso, batteria e chitarra. Si esibivano prevalentemente nelle sale di ballo, e grazie ai progressi tecnici del periodo, iniziarono anche a realizzare delle registrazioni, con supporto di case discografiche.

swing dance


Con la crisi economica della fine degli anni ‘20, lo swing, accanto a tutto il settore dell’intrattenimento, subì dunque un duro contraccolpo. I musicisti cercarono allora di trasferirsi in Europa alla ricerca di condizioni più favorevoli oppure resero la loro musica più orecchiabile, ballabile e popolare. Da questo momento le grandi orchestre swing ebbero così un grande successo raggiungendo fette di pubblico più vasto e non a caso in riferimento a questi anni, e dunque al periodo che va dagli anni ‘30 ai ‘40, si parla di Era dello Swing. Molti dei protagonisti di questi sviluppi erano musicisti bianchi.

Dunque il jazz, pur essendo un fenomeno nato all’interno delle comunità afroamericane nel Sud degli Stati Uniti agli inizi del Novecento, si arricchisce anche dell’apporto di musicisti bianchi alimentando sperimentazioni originali. Il jazz è ancora oggi un genere vitale e dinamico e per sua a natura sempre in evoluzione. Tra i nomi più importanti che diedero il proprio contributo allo sviluppo del genere si annoverano Duke Ellington, Count Baisie, Benny Goodman detto anche il Re dello Swing, Glenn Miller, Harry James. Lo swing ebbe come centri di sperimentazione due città importanti come New York e Kansas City.

Una curiosità legata all’origine del termine è legata a una canzone famosa di Duke Ellington del 1932: It don’t mean a thing if it ain’t got that swing (Non significa nulla se non ha swing). In questo brano sembra che il termine sia stato utilizzato per la prima volta in un contesto prettamente musicale. Dunque, lo swing è anche un’attitudine, un modo di eseguire ritmicamente il brano. Non a caso “avere swing” significa proprio avere questa predisposizione a eseguire il brano in una certa modalità.

Si parlava di come ballare lo swing. A tal proposito esistono diverse danze collegate allo sviluppo dello swing. Tra queste il cosiddetto Lindy Hop è uno degli stili più noti. Si balla generalmente in coppia ma può comprendere passi che vanno eseguiti da soli chiamati solo steps. Questo linguaggio che affonda le sue radici nei cosiddetti Charleston e nel Collegiate, ovvero da alcune social dance, è collegato anche al Boogie Woogie e al Rock and Roll che si sviluppano successivamente. Attorno al 1927, un ballerino di nome George Shorty Snowden di Harlem cominciò a ballare in questo modo particolare dando vita a un vero e proprio fenomeno di massa. Successivamente negli anni ’30 si fece strada un altro ballerino di Lindy Hop chiamato Frankie Manning, il quale integrò allo stile dei movimenti acrobatici definiti Air Step. Non a caso il termine “hop” significa proprio “balzo”, “salto”. La leggenda racconta che il nome del genere di danza è legato proprio al fatto che Shorty Snowden eseguì i suoi passi durante una maratona di ballo che celebrava la trasvolata sull’Atlantico dell’aviatore Charles Lindebergh, che era detto appunto Lindy.

Danza Hip Pop - Freestyle (Mysterium video)


nonsolocultura.studenti.it

Non solo Cultura | Storia della danza hip pop





Il mondo della danza è molto vasto e pieno di contaminazioni. Al giorno d'oggi è possibile individuare tantissimi stili oltre alla tradizionale danza classica: abbiamo infatti la danza moderna, la danza contemporanea, la danza latina, e da alcuni decenni anche la danza hip pop. Si tratta di uno stile oggi particolarmente in voga, che appassiona migliaia di persone, soprattutto tra i giovani. Nella seguente guida vediamo la sua evoluzione e la sua storia.


Le origini dell'hip pop

L'hip pop è un insieme di stili e di contaminazioni le cui origini affondano nella cultura afroamericana, nella danza brasiliana e anche nelle arti marziali. Esso nasce alla fine degli anni Sessanta nel quartiere del Bronx a New York come danza prettamente di strada, dove i primi Dj facevano ballare i giovani alle feste proponendo un ritmo serrato sul quale ballare liberamente dando vita a quelli che poi diventeranno i raduni del cosiddetto free style.


I quattro elementi fondamentali della cultura hip pop

Gli elementi fondamentali della cultura hip pop sono quattro: l'Mc, ovvero colui che rappa; il Dj, colui che crea le basi facendo mixaggi e scratch; l'Aerosol Art, ossia l'arte del disegno con le bombolette; i breaker, cioè coloro che ballano. La cultura hip pop può essere divisa in due fasi: Old School e New School.


L'Old School della danza hip pop

Quella che viene definita Old School della danza hip pop si evolve negli anni Settanta e Ottanta e vede una corposa evoluzione della breakdance, che ne diventerà il simbolo. I breaker, detti anche street dancer, si esibiscono in strada o sui marciapiedi in passi liberi. Essa nasce come alternativa alle risse per le bande dei ghetti che, in questo modo, spostano la loro rivalità sulla danza cercando di dar vita a uno spettacolo quanto più possibile affascinante e spettacolare. Nella cultura africana la capacità di saper creare un bello spettacolo in musica era fondamentale per i giovani che volevano entrare a far parte delle tribù degli adulti.


La New School della danza hip hop

L'avvento della seconda generazione di hip pop è detta New School e ha inizio verso la fine degli anni Ottanta. Da allora in poi l'attenzione non è più sulla sfida e sulla competizione, ma ci si concentra maggiormente sul cosiddetto flavour, ovvero l'atteggiamento e la qualità di movimento con cui si eseguono i passi inglobando nuovi stili provenienti dalla West Coast, come il Locking e il Popping. Attraverso la musica, quindi, si esprime un atteggiamento, che per gli appassionati del genere si traduce anche in uno stile di vita e in un modo di pensare, oltre che a un tipo di abbigliamento che li rende riconoscibili dal resto della comunità. 

08/09/2019

Samba brasiliano? No...africano

Nel precedente articolo (vedere link) accennai all'origine africana del Samba.


lacooltura.com

Il samba: musica e danza simboli dell'identità brasiliana

samba

Il samba è riconosciuto universalmente sia come simbolo dell’identità brasiliana sia come celebrazione di gioia di vita.

Il “samba” oltre ad identificare uno stile musicale rappresenta anche una danza popolare. Infatti all’inizio era una danza per fini religiosi e solo in un secondo tempo venne creata la musica d’accompagnamento. 

L’origine si fa risalire alla deportazione degli schiavi africani in Brasile che la importarono inizialmente a Salvador di Bahia, il porto in cui sbarcavano e successivamente si diffuse in tutta la nazione.

L’etimologia della parola potrebbe provenire dal dialetto congolese con il significato di “ombelico” oppure dal dialetto angolano con il significato di “panciata”, dal modo in cui inizialmente veniva ballato. Dietro la storia del samba c’è una forte ispirazione erotica, come la maggior parte delle danze che fanno del contatto fisico il punto cardine.
Originariamente c’erano molti tipi di samba che avevano in comune il ritmo veloce e l’uso di vari strumenti, successivamente prevalse soprattutto il samba di Rio de Janeiro, che è diventata la città più importante per il samba, forse grazie anche al Carnevale di Rio.

Lo sviluppo moderno del samba, come genere musicale, si ebbe all’inizio del XX secolo quando si mescolò ad altri generi musicali più urbani per dare vita alle attuali forme di danza.

Inizialmente mescolava molti ritmi diversi che avevano scopi religiosi rivolti ad alcune  divinità africane ma la sua origine è connessa, soprattutto, alla religione afro-brasiliana candomblé, fusione di religioni africane e cattolicesimo.


Samba


In principio si è affermato nelle zone rurali e solamente in seguito nelle città. Il samba carioca (di Rio de Janeiro) non fu gradito alla borghesia della città fino al 1917. I sambisti, per lo più neri diseredati, vennero considerati alla stregua di guerriglieri musicali e per questo perseguitati dalla polizia. Infatti fin verso gli anni ’20 del 900, il Carnevale di Rio era riservato solo all’élite agiata. E proprio per questa sua impostazione discriminante, nel corso degli anni, alla festa hanno partecipato sempre più spesso i sambisti delle favelas, le baraccopoli, con il solo scopo di guastare il divertimento dei bianchi.
Gradualmente ha perso le caratteristiche religiose per diventare solo una danza caratterizzata dalla sua particolare musica ma il suo archetipo continua ad essere collegato all’aspetto spirituale della natura, al di là della credenza religiosa.

A partire dalla fine dell’800 diventò una sorta di vessillo che la popolazione brasiliana di colore ancora utilizza per affermare la propria identità culturale. Si differenziano diversi tipi di samba che sono accomunati fra loro dal ritmo molto veloce e dagli strumenti musicali utilizzati: chitarra, cembali, sonagli, bonghi, tamburi e altre percussioni. In genere si distingue il samba di Bahia, di San Paolo e quello di Rio de Janeiro, ma quest’ultimo è il più famoso.

La svolta si ebbe nel 1917 con il successo del brano di Ernesto Dos Santos, detto Donga, “Pelo telefone”. Questo componimento venne registrato il 27/11/1916 che è diventata la data ufficiale della nascita del samba, benché la questione sia controversa. Questo musicista ha inaugurato la cosiddetta “samba-canção” che era più lenta e più melodica del samba di quell’epoca.

Nello stesso periodo si sviluppò un’ondata nazionalistica che voleva liberare il Paese dall’influenza portoghese e fu così che gente ricca e povera si unì per ballare insieme il samba che in questo modo diventò il nuovo emblema d’identità culturale della nazione. Infatti in poco tempo il samba di Donga si diffuse in Brasile prima attraverso la radio e poi con il carnevale e fu così che anche quest’ultimo divenne un altro simbolo brasiliano (legato molto al candomblé) e precisamente un simbolo di liberazione.
Samba


Il carnevale fu introdotto in Brasile intorno al XIX secolo ed anche se nel tempo ha subito delle modifiche è caratterizzato dal fatto che gruppi di persone legati ad uno specifico quartiere della città sfilano per festeggiare con tamburi e ballerini, vestiti con costumi e magliette a tema. Attualmente il Carnevale di Rio de Janeiro è noto nel mondo soprattutto per le sfarzose parate organizzate dalle principali scuole di samba della città ed al termine della manifestazione viene dichiarata la scuola vincitrice dell’anno. Le parate si tengono nel Sambodromo e sono una delle principali attrattive turistiche del Brasile.
Dal XX secolo ad oggi il samba ha subito un’evoluzione che è ancora in divenire e che ha creato anche dei sottogeneri. Inoltre ha influenzato molti generi musicali grazie al suo ritmo particolare.


Giulia Cesarini Argiroffo

23/04/2016

Il Tango argentino in musica (Mysterium video)


Astor Pantaleón Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921Buenos Aires, 4 luglio 1992) è stato un musicista, compositore e arrangiatore argentino.
Riformatore del tango e strumentista d'avanguardia[1], è considerato il musicista più importante del suo Paese[2] e in generale tra i più importanti del XX secolo[3]; autore di diverse collaborazioni con artisti di vario genere (tra cui i conterranei Amelita Baltar e Lalo Schifrin, il jazzista statunitense Gerry Mulligan e, per quanto riguarda quelle italiane, Tullio De Piscopo, Pino Presti e le cantanti Mina e Milva). Per le sue commistioni di tango e jazz fu il catalizzatore di pesanti critiche rivolte al nuevo tango dai puristi del genere, che lo definirono el asesino del Tango (l'assassino del Tango)[4].
È autore di numerosi brani sia strumentali che vocali, tra i più noti dei quali si citano Libertango, Adiós Nonino, María de Buenos Aires (con la voce di Milva), Summit, dall'album Summit-Reunion Cumbre (con Gerry Mulligan).
Mar del Plata, sua città d'origine, gli ha reso omaggio intitolandogli nel 2008 l'aeroporto.
Il giorno 11 agosto 2013 è stata inaugurata una piazzetta nel centro di Massa Sassorosso intitolata “Largo Astor Piazzolla” a poca distanza dalle abitazioni nelle quali vissero i nonni di Astor e davanti alla chiesa dove si sposarono. Nella piazza è stata collocata un'opera donata dal Museo del Parco di Portofino.

Tango


Il tango è un genere musicale e un ballo; ma anche una poetica, un'interpretazione musicale, un modo di esprimersi e un linguaggio corporale col partner. Il tango è per lo più in tempo binario, originario della regione del Río de la Plata. Nato in Argentina e poi diffusosi in Uruguay come espressione popolare e artistica, comprende musica, danza, testo e canzone. Nessuno sa chi abbia dato il nome di tango a questo ballo, né si sa esattamente perché si chiami in questo modo. In latino tango è la prima persona dell'indicativo presente del verbo tangere (toccare) e vuol dire quindi "Io tocco".

Uno degli strumenti caratteristici del tango è il bandoneón (particolare tipo di strumento a mantice), seguono pianoforte, violino e contrabbasso. Pur essendo il tango tradizionale una musica molto sincopata, non si utilizzano nell'esecuzione strumenti a percussione, e gli strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche. I nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all'età d'oro, quella degli anni '30 e '40, Aníbal Troilo, Juan Maglio ''Pacho'', Juan D'Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, Enrique Delfino, sono tutti figli di italiani (gli argentini in generale sono figli di immigranti, e l'urgenza di trovare una propria identità spinse il Tango alla sua comparsa non solo come semplice musica ma come un pensiero che si balla). Lo stesso compositore e direttore d'orchestra Astor Piazzolla aveva i nonni italiani, pugliesi da parte di padre, toscani da parte di madre.

In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires ed ebbe ripercussione nella vicina Montevideo che in breve passarono rispettivamente da 210.000 a 1.200.000 abitanti e da 48.000 a 2.000.000 e nella vicina città di Rosario fino ad arrivare a fare il giro del mondo.

I grandi autori di tango della regione del Rio de la Plata, gli uruguayani Razzano, Canaro, Villasboas, Metallo e Donato Racciatti (musicisti nati in Italia e poi nazionalizzati) e gli argentini (Le Pera, nato in Brasile e poi nazionalizzati, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Espósito, Filiberto, Cobián, Enrique Domingo Cadícamo ed altri) la confermarono come musica nazionale argentina, anche se era già diventata tale nella periferia prima dell'accettazione della grande borghesia.

 

 

Molto spesso oltre a incisioni uniche e famose, non è raro imbattersi in molte versioni di uno stesso brano con orchestre e cantanti diversi. Fra i cantanti vanno ricordati Carlos Gardel detto "el Zorzal", Carlos José Pérez più noto come "Charlo", Angel Vargas, Roberto Goyeneche detto "il polacco", Edmundo Rivero, Julio Sosa, Nelly Omar, Libertad Lamarque, Tita Merello, Lita Morales, Maria Graña, Alberto Podestà, Alberto Castillo, Carlos Paiva, Antonio Maida, Hugo del Carril, Horacio Lagos, Abel Cordoba. Il cantante del momento in questi ultimi decenni è stato senza dubbio Juan Darthés.

Tra i musicisti e direttori di orchestra: Horacio Salgán, Juan D'Arienzo, Astor Piazzolla, Francisco Canaro, Edgardo Donato, Carlos Di Sarli, Aníbal Troilo, Osvaldo Pugliese, Alfredo Gobbi, Alfredo de Angelis, Julio De Caro, Osvaldo Fresedo, Emilio Balcarce, Néstor Marconi, orquestra Baffa - Berlinghieri Milan Pucar, Angel D'Agostino, Ricardo Tanturi, Héctor Varela, Enrique Rodriguez, Angel Vargas, Orquesta Tipica Victor.

Il tango ha sempre continuato ad evolversi e negli ultimi anni si è affermato un genere conosciuto come Tango Nuevo o tango elettronico le cui note accompagnano le esibizioni dei migliori ballerini contemporanei. Seppure manifestate nel medesimo periodo occorre distinguere come le due definizioni non coincidono. Il termine Tango Nuevo si sposa perfettamente con un nuovo stile interpretativo del Tango ballato che ha raggiunto la sua codifica con i contributi determinanti dei ballerini nonché Maestri, Gustavo Naveira, Fabian Salas e successivamente l'eclettico Mariano "Chico" Frumboli. Questo stile è diffusamente utilizzato anche per interpretare musiche degli anni '30 e '40. Col termine Tango Elettronico invece si vuole identificare uno stile musicale nel quale il "beat" elettronico si sostituisce "de facto" al classico "compas" del tango tradizionale. Gli interpreti ballerini di tango elettronico attingono a piene mani dal Tango Nuevo.

Nel tango elettronico sono da evidenziare le orchestre: Gotan Project, Otros Aires, Tanghetto, Narcotango, Electrocutango e Bajofondo Tango Club. Tra le formazioni contemporanee create da giovani musicisti, arrangiatori e compositori, che raccolgono l'eredità delle orchestre tipiche della cosiddetta epoca d'oro del tango tra il 1937 e il 1955, ma con uno sguardo rinnovato, troviamo: Orquesta El Arranque, Color Tango del bandoneonista Roberto Alvarez, Sexteto Major, Orquesta Típica Fernández Fierro, Orquesta Escuela de Tango Emilio Balcarce, ed in Europa l'Orquesta Silencio Tango, l'Orquesta Tango Spleen e l'Orchestra del compositore argentino Alejandro Fasanini "Hijos ilegítimos de Astor".

Fra i Musicalizadores più famosi occorre menzionare Felix Picherna (di origine calabrese) come "Custode dell'Arte del Tango" così come designato dall'Academia National del Tango di Buenos Aires, con resolucion CD N° 0021/2008

 

Il ballo

« Il tango è un pensiero triste che si balla. »

(Enrique Santos Discépolo)

Ballerini popolari di Tango

 

 

Il tango è un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo si intende il normale passo di una camminata. La posizione di ballo è un abbraccio frontale più o meno asimmetrico, a seconda dello stile, in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la destra della donna.

Poche regole semplici dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida, la donna segue.

Fondamentalmente è l'uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.

Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga, mentre il Tango Vals, che deriva dal Valzer ha tempo 3/4.

I ballerini di tango praticano differenti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche, o ai quartieri di Buenos Aires o cittadine nella sua vicinanza, dove si sono contraddistinti. Alcuni stili di ballo sono: Apilado, Milonguero, fantasia, salòn, show, Avellaneda, Villa Urquiza, nuevo.

Tra i ballerini più famosi vanno citati Miguel Balmaceda, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, José Benito Ovidio Bianquet detto "El Cachafaz", Juan Carlos Copes, El Tete, Miguel Angel Zotto, Osvaldo Zotto (prematuramente scomparso) o Carlos Gavito, noto per aver introdotto un tipico abbraccio "sbilanciato" (apilado), Gustavo Naveira y Giselle Anne, che con Fabian Salas e Pablo Veron sono alla base dell'evoluzione del tango moderno, Mariano "Chicho" Frumboli, Esteban Moreno y Claudia Codega, Adrian Veredice y Alejandra Hobert, Sebastian Arce y Mariana Montes, solo per citarne alcuni tra i più famosi.

 

 

 

Coppia di ballerini nel 1933

 

 

Alle origini del tango argentino troviamo il "Canyengue", intorno al 1880. Tipici i movimenti rapidi e corti (arraballero). Soppiantato negli anni quaranta. Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale. I ballerini spesso si appoggiano l'uno all'altro e l'asse individuale viene sostituito da un asse condiviso attorno al quale si muove la coppia. Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell'aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l'asse individuale, una ricerca per l'eleganza e la spettacolarità del movimento.

Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto "Tango show" caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare.

Negli anni '60 e '70 si afferma il tango fantasia, che molto si distacca dal tango tradizionale. Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come Tango Nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. Un movimento vero e proprio si è venuto a creare attorno alla ricerca costante di nuove forme di movimento nel Tango, in Europa e di ritorno nella stessa Argentina.

In tutto il mondo si assiste ad una diffusione del tango capillare, in costante crescita dal 2000; segno di questo è il proliferare delle milonghe, cioè i luoghi dove si balla e si "vive" il tango, e la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico e di orchestre. Festival ed eventi di tango sono ormai presenti in quasi tutte le grandi e medio-grandi città del mondo. In Europa grande diffusione ha avuto il tango nei Paesi Bassi ed in Francia, di seguito in Italia (patria d'elezione per molti artisti argentini, di origine italiana) ed in tutte le altre nazioni europee.

 

 

Come ci si muove in milonga

L'andamento del ballo in milonga, si svolge in senso antiorario, partendo dal bordo della pista.

In una milonga frequentata da molti ballerini, lo spazio in pista è solitamente ristretto e, poiché il tango è improvvisazione, non è facilmente prevedibile come la singole coppie interpreteranno il brano musicale che stanno ascoltando.

Di conseguenza, non potendo assolutamente prevedere cosa succederà alle spalle dell'uomo (che guidando, ha la responsabilità della coppia), costui deve assolutamente evitare di fare dei passi contromano, cioè nella direzione contraria al senso di ballo, o meglio gli eventuali passi indietro, andranno fatti possibilmente, verso il centro della pista e/o nella direzione di ballo.

Di regola, i ballerini più esperti dovrebbero occupare la parte più esterna della pista, che teoricamente consente maggior velocità.

In realtà, non è raro vedere dei tangueri (esperti e non), che si preoccupano esclusivamente del "proprio tango", piuttosto che dell'armonia della pista, rasentando nel ballo più l'esibizione (magari perché "troppo rapiti" dall'emozione innescata dalla musica che ascoltano in quel momento), piuttosto che la passione del tango vera e propria.

Il linguaggio del corpo è prerogativa del tango e quindi, durante la durata del ballo, la coppia non comunica con le parole, le quali interromperebbero l'armonia che si forma in quel momento, dove la musica si trasforma in movimento.

Il momento più opportuno per poter parlare, va da dopo che è terminato il brano che compone la tanda, all'inizio di quello successivo, in cui magari brevemente ci si presenta al partner con cui si è ballato (se per esempio questo/a è la prima volta che lo/a si incontra), per poi riprendere nuovamente a ballare in silenzio, e così via fino alla fine della tanda stessa.

Di solito, al termine della tanda la coppia si scioglie, ma è comunque la donna a far capire all'uomo, se può continuare a ballare anche quella successiva.

 

 

La musica in Milonga

La musica in milonga viene proposta dal musicalizador (il direttore musicale del tango), in gruppi di brani chiamati tandas, solitamente composta da 4 tangos o 3 milongas o valses.

Un buon musicalizador è quello che riesce a creare tande "coerenti", cioè che hanno una continuità per orchestra/direttore/periodo/tipologia dei brani.

Solitamente si alternano 3-4 brani di tango definito classico, una cortina, 3 di tango genere vals, una cortina, altri 3-4 di tango classico, una cortina, 3 di tango genere milonga, una cortina e così via.

La cortina è un brano musicale di genere diverso da quelli del tango e che sancisce la fine della tanda. Quasi sempre non è ballabile e solitamente ha una durata inferiore al minuto.

La cortina ha comunque un triplice scopo:

  • consentire di sciogliere, senza creare situazioni imbarazzanti, la coppia che si era formata a seguito della mirada/cabeceo, ritornando a sedere per un altro invito;

  • permettere ai singoli ballerini, di attraversare liberamente la pista, poiché farlo durante la tanda costituirebbe motivo d'intralcio per le coppie che ballano;

  • permettere al musicalizador un cambio di stile musicale.

Delle volte, alcuni musicalizador inseriscono nel loro repertorio una o due cortine ballabili di durata molto più lunga di quelle normali, proponendo per esempio, brani di genere rock o salsa, accontentando quei ballerini presenti in milonga, che non ballano esclusivamente tango.

Ciò accade quasi sempre, in quelle circostanze in cui il musicalizador conosce il "suo" pubblico, assecondando il più possibile i diversi gusti musicali dei tangueri, dato che le milonghe sono frequentate da una popolazione di ballerini molto eterogenea, non solo per quel che riguarda l'età.

 

 

Le figure

Un bel tango non è necessariamente caratterizzato da molte figure. Ridurre il tango a un susseguirsi di figure può essere un grave errore. Il Tango è costruito nel momento stesso del ballo, attraverso l'improvvisazione e la comunicazione tra i ballerini, nella gestione dello spazio a disposizione.

Esistono comunque delle sequenze e figure, insegnate per fini didattici, che codificano la tecnica di improvvisazione:

  • La Camminata - è la base del tango e malgrado la sua apparente semplicità è forse la figura più difficile da realizzare.

  • Quadrato o Baldosa - è una figura didattica di sei passi che disegna un rettangolo. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato a sinistra, avanti, avanti, di lato a destra insieme.

  • Salida basica - è una sequenza didattica di 8 passi. L'uomo partendo col piede destro esegue: passo indietro, di lato, avanti, avanti, unisce i piedi e guida alla donna un incrocio, avanti, di lato, insieme.

  • Cadenza - è il tenere il ritmo sul posto.

  • Ocho - l'uomo guida alla donna un passo e consecutivamente un pivot (una rotazione col peso portato sulla punta del piede), facendo così in modo che la donna disegni un otto (in spagnolo ocho) con i piedi. A seconda della direzione del passo si otterrà un ocho in avanti (ocho adelante) o all'indietro (ocho par atras).

  • Molinete - tipica figura del tango Salon, nella quale l'uomo e la donna girano camminando attorno all'asse della coppia.

  • Giro - l'uomo guida la donna in un giro attorno al proprio asse. La donna è come la ruota di un mulino il cui asse è l'uomo.

  • Sacada - Uno dei 2 elementi della coppia invade lo spazio del partner effettuando un passo verso la gamba del partner su cui non c'è peso. Se l'invasione avviene con un passo in avanti si parla di sacada in avanti, se invece avviene effettuando un passo indietro, si parla di sacada all'indietro.

  • Parada - l'uomo interrompe col piede il passo della donna. In realtà l'uomo guida un arresto alla donna contemporaneo all'interposizione del piede sulla traiettoria del di lei passo.

  • Barrida - Uno dei 2 ballerini sposta il piede dell'altro ballerino, su cui non c'è peso, col proprio piede. In realtà anche la barrida è un effetto ottico, cioè l'uomo non sposta col piede il piede della donna, ma le guida un passo e lo effettua con lei, mantenendo il contatto tra i piedi.

  • Colgada - figura caratterizzata da un abbraccio aperto in cui la coppia è molto vicina con i piedi e lontana con le spalle.

  • Volcada - figura caratterizzata da un abbraccio molto chiuso in cui la coppia è molto vicina con le spalle e lontana con i piedi.

  • Salti e sollevamenti - figure da show in cui la ballerina effettua figure aeree spettacolari col supporto del partner.

  • Sentada - Figura spettacolare da show dove la donna effettua una sorta di "seduta" sulla gamba del ballerino, allungata e tesa verso l'esterno.

 

 

Lingua

La lingua del tango è il lunfardo. Le sue origini furono quelle di un argot o slang di prigionieri usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie, gergo di Buenos Aires, con termini di origini diverse tra cui varie parlate d'Italia quali il genovese e il napoletano, portate in Argentina dagli immigrati. In questo contesto si inserisce anche la creazione di una particolare forma di parlare invertendo l'ordine delle sillabe di una singola parola, chiamata vesre, ossia l'inverso di revés, che significa 'rovescio'. Ecco che quindi, al vesre, tango risulta essere gotán, amigo dà gomía, cabeza è zabeca, ecc. Le regole per invertire le sillabe, comunque, possono variare a seconda delle parole, infatti, per esempio, il vesre di pantalón è lompa, ossia la forma abbreviata. In francese esiste un argot simile, il verlan, che è il vesre fonetico di l'envers.

 

 

Tango e religione

  • Il giorno 16 dicembre 2014, nella ricorrenza del 78º compleanno del pontefice Papa Francesco, nella piazza di San Pietro in Roma, si sono ritrovati circa 3000 coppie di ballerini di Tango per diffondere il messaggio dell'abbraccio come simbolo di pace.