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08/09/2019

Samba brasiliano? No...africano

Nel precedente articolo (vedere link) accennai all'origine africana del Samba.


lacooltura.com

Il samba: musica e danza simboli dell'identità brasiliana

samba

Il samba è riconosciuto universalmente sia come simbolo dell’identità brasiliana sia come celebrazione di gioia di vita.

Il “samba” oltre ad identificare uno stile musicale rappresenta anche una danza popolare. Infatti all’inizio era una danza per fini religiosi e solo in un secondo tempo venne creata la musica d’accompagnamento. 

L’origine si fa risalire alla deportazione degli schiavi africani in Brasile che la importarono inizialmente a Salvador di Bahia, il porto in cui sbarcavano e successivamente si diffuse in tutta la nazione.

L’etimologia della parola potrebbe provenire dal dialetto congolese con il significato di “ombelico” oppure dal dialetto angolano con il significato di “panciata”, dal modo in cui inizialmente veniva ballato. Dietro la storia del samba c’è una forte ispirazione erotica, come la maggior parte delle danze che fanno del contatto fisico il punto cardine.
Originariamente c’erano molti tipi di samba che avevano in comune il ritmo veloce e l’uso di vari strumenti, successivamente prevalse soprattutto il samba di Rio de Janeiro, che è diventata la città più importante per il samba, forse grazie anche al Carnevale di Rio.

Lo sviluppo moderno del samba, come genere musicale, si ebbe all’inizio del XX secolo quando si mescolò ad altri generi musicali più urbani per dare vita alle attuali forme di danza.

Inizialmente mescolava molti ritmi diversi che avevano scopi religiosi rivolti ad alcune  divinità africane ma la sua origine è connessa, soprattutto, alla religione afro-brasiliana candomblé, fusione di religioni africane e cattolicesimo.


Samba


In principio si è affermato nelle zone rurali e solamente in seguito nelle città. Il samba carioca (di Rio de Janeiro) non fu gradito alla borghesia della città fino al 1917. I sambisti, per lo più neri diseredati, vennero considerati alla stregua di guerriglieri musicali e per questo perseguitati dalla polizia. Infatti fin verso gli anni ’20 del 900, il Carnevale di Rio era riservato solo all’élite agiata. E proprio per questa sua impostazione discriminante, nel corso degli anni, alla festa hanno partecipato sempre più spesso i sambisti delle favelas, le baraccopoli, con il solo scopo di guastare il divertimento dei bianchi.
Gradualmente ha perso le caratteristiche religiose per diventare solo una danza caratterizzata dalla sua particolare musica ma il suo archetipo continua ad essere collegato all’aspetto spirituale della natura, al di là della credenza religiosa.

A partire dalla fine dell’800 diventò una sorta di vessillo che la popolazione brasiliana di colore ancora utilizza per affermare la propria identità culturale. Si differenziano diversi tipi di samba che sono accomunati fra loro dal ritmo molto veloce e dagli strumenti musicali utilizzati: chitarra, cembali, sonagli, bonghi, tamburi e altre percussioni. In genere si distingue il samba di Bahia, di San Paolo e quello di Rio de Janeiro, ma quest’ultimo è il più famoso.

La svolta si ebbe nel 1917 con il successo del brano di Ernesto Dos Santos, detto Donga, “Pelo telefone”. Questo componimento venne registrato il 27/11/1916 che è diventata la data ufficiale della nascita del samba, benché la questione sia controversa. Questo musicista ha inaugurato la cosiddetta “samba-canção” che era più lenta e più melodica del samba di quell’epoca.

Nello stesso periodo si sviluppò un’ondata nazionalistica che voleva liberare il Paese dall’influenza portoghese e fu così che gente ricca e povera si unì per ballare insieme il samba che in questo modo diventò il nuovo emblema d’identità culturale della nazione. Infatti in poco tempo il samba di Donga si diffuse in Brasile prima attraverso la radio e poi con il carnevale e fu così che anche quest’ultimo divenne un altro simbolo brasiliano (legato molto al candomblé) e precisamente un simbolo di liberazione.
Samba


Il carnevale fu introdotto in Brasile intorno al XIX secolo ed anche se nel tempo ha subito delle modifiche è caratterizzato dal fatto che gruppi di persone legati ad uno specifico quartiere della città sfilano per festeggiare con tamburi e ballerini, vestiti con costumi e magliette a tema. Attualmente il Carnevale di Rio de Janeiro è noto nel mondo soprattutto per le sfarzose parate organizzate dalle principali scuole di samba della città ed al termine della manifestazione viene dichiarata la scuola vincitrice dell’anno. Le parate si tengono nel Sambodromo e sono una delle principali attrattive turistiche del Brasile.
Dal XX secolo ad oggi il samba ha subito un’evoluzione che è ancora in divenire e che ha creato anche dei sottogeneri. Inoltre ha influenzato molti generi musicali grazie al suo ritmo particolare.


Giulia Cesarini Argiroffo

08/07/2019

Minnie the Moocher - BPM - Pistoia Blues 2019 (Frankie Jaxon)

Minnie the Moocher (traducibile come "Minnie La Scroccona") è una canzone jazz del 1931 registrata da Cab Calloway e dalla sua orchestra. È famosa per il suo testo improvvisato e con diverse parti senza apparente senso (ad esempio, Ari ari ari ha, Heidi heidi heidi hi). Durante le sue esibizioni, a Calloway piaceva avere la partecipazione del pubblico al quale chiedeva di ripetere le frasi che cantava, in una forma di "chiamata e risposta" tipica di questo genere musicale; a volte Calloway cantava versi così lunghi, complessi e insensati che il pubblico scoppiava in fragorose risate per la difficoltà che riscontrava nella ripetizione esatta del testo. Il singolo vendette un milione di copie e venne premiato con il Grammy Hall of Fame Award 1999

Il brano, sia per la musica che per il testo, si basa su una canzone di Frankie Jaxon del 1927 intitolata Willie the Weeper[1]. Bette Davis, nel 1932 l'aveva cantata nel film di Michael Curtiz Tentazioni (The Cabin in the Cotton). Entrambe le canzoni contengono palesi riferimenti all'uso di droghe. Infatti i termini "Smoky" e "cokey" che compaiono nel testo sono riferiti ad un consumatore di cocaina; la frase: «kicking the gong around» ("prendendo a calci un gong") è un riferimento in slang alla pratica di fumare oppio; altri versi, infine, descrivono il sogno oppiaceo di Minnie, coinvolta con il Re di Svezia per un affare da "milioni di nickels (moneta da 5 cent di dollaro) e dimes (moneta da 10 cent di dollaro)".


 https://it.wikipedia.org/wiki/Minnie_the_Moocher

01/07/2019

Gimme some lovin' (Blues Kids)

La fenomenale band formata da ragazzini under 10 della scuola di musica Blues canta Gimme some lovin'. L'uomo con la barba che si vede dietro di loro durante l'esibizione vestito di bianco è anche esso un cantante Blues e gli incita.

05/05/2019

I'm singing in the rain - ( Cantando sotto la pioggia )

Oggi piove quindi? Si ballerà e canterà sotto la pioggia!

04/03/2018

CARUSO - Dalla e Pavarotti (4 Marzo : anniversario nascita Lucio Dalla)



Il 4 Marzo 1943 nasceva a Bologna Lucio Dalla. Ho scelto la seguente canzone in sua memoria eseguita insieme a Pavarotti.

MYSTERIUM
it.wikipedia.org

Caruso (brano musicale)


« Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
è 'na catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai
 »


Caruso è una canzone del cantautore bolognese Lucio Dalla, incisa nel 1986. Presentata per la prima volta alla Rassegna San Martino Arte di San Martino Valle Caudina, è tratta dall'album live DallAmeriCaruso e ha raggiunto la seconda posizione in classifica per due settimane.

Il ritornello deve molto a Dicitencello vuje, composta nel 1930, sia per il testo (che ha chiari riferimenti citazionistici alla canzone napoletana) sia per la musica.

Significato del testo

In un'intervista, Dalla ha rivelato la genesi e il significato del testo della canzone. In seguito a un guasto alla propria imbarcazione, il cantautore si trovò costretto a soggiornare in un albergo a Sorrento, proprio nella stanza che anni prima aveva ospitato il tenore Enrico Caruso, poco prima della morte. 

Qui i proprietari dell'albergo gli raccontarono degli ultimi giorni della vita del tenore e della sua passione per una giovane a cui dava lezioni di canto. Da quei racconti Lucio Dalla trasse ispirazione per scrivere il brano.

In un'intervista del 2008 nel programma TV Le invasioni barbariche, Dalla ha dichiarato che fu Angelo, barista che lavorava in un bar di Sorrento, a raccontargli di come sua zia fosse stata la cameriera di Caruso.

Musicisti

Cover

La canzone è oggi considerata un classico della musica italiana. Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, incisa da innumerevoli interpreti in decine di versioni, tra le quali si ricordano:


28/02/2018

Ricordi dei bei tempi ...

Ripensando ai bei tempi passati ognuno conserva dei gioiosi ricordi. Purtroppo tutto cessa, tutto finisce ed i bei tempi tornano ad essere ricordi. Emblematica  è la canzone Luci a San Siro di Vecchioni ( in questo video in coppia con Emma): " luci a San Siro di quella sera che c'è di strano siamo stati tutti là " e finisce con " luci a San Siro non ne accenderanno più ".

MYSTERIUM






  
TESTO :

Hanno ragione, hanno ragione
mi han detto è vecchio tutto quello che lei fa
parli di donne da buoncostume
di questo han voglia se non l'ha capito già
e che gli dico? guardi non posso
io quando ho amato, ho amato dentro gli occhi suoi
magari anche fra le sue braccia
ma ho sempre pianto per la sua felicità

Luci a San Siro di quella sera
che c'è di strano siamo stati tutti là
ricordi il gioco dentro la nebbia
tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là
ma stai barando, tu stai gridando
così non vale, è troppo facile così
trovarti, amarti, giocare il tempo
sull'erba morta con il freddo che fa qui

Ma il tempo emigra, mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa
fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì
ridevi e forse avevi un fiore
non ti ho capita, non mi hai capito mai

Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni
che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
tanto che importa a chi le ascolta
se lei c'è stata o non c'è stata e lei chi è
fatti pagare, fatti valere
più abbassi il capo e più ti dicono di sì
e se hai le mani sporche che importa
tienile chiuse nessuno lo saprà

Milano mia portami via
fa tanto freddo e schifo e non ne posso più
facciamo un cambio prenditi pure quel po' di soldi
quel po' di celebrità
ma dammi indietro la mia seicento
i miei vent'anni ed una ragazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando
luci a San Siro non ne accenderanno più. 


Ciao mamma 😔
 

22/11/2017

Fabrizio De Andrè - Don Raffaè (Live 1991)



Il grande De Andrè, essendo genovese, canta questa canzone in napoletano. Il brano ebbe grande successo tanto che l'ho sentito cantare anche dagli stessi napoletani.



it.wikipedia.org

Don Raffaè


Don Raffaè è una canzone scritta da Mauro Pagani per la musica e da Massimo Bubola e Fabrizio De André per il testo.
La canzone, tratta dall'album Le nuvole del 1990, è particolare in quanto cantata in napoletano.[1] La canzone è stata anche incisa cantata in duetto con Roberto Murolo, che l'ha inserita nel suo album di duetti Ottantavoglia di cantare (1992); tale versione è stata inserita anche nella raccolta del 2008 Effedia - Sulla mia cattiva strada.[2] La canzone è stata altresì inserita nell'antologia postuma Da Genova, uscita alla fine del 1999.[3]

Storia

Don Raffaè nasce dalla collaborazione di Fabrizio De André con Massimo Bubola per la stesura del testo, e con Mauro Pagani per la scrittura della musica. L'uso del dialetto non è comunque inusuale per lo stile dell'artista, in particolare dopo la svolta world del cantautore di Crêuza de mä; il napoletano, però, era già stato usato come lingua del ritornello di Avventura a Durango nel 1978.

La canzone denuncia la critica situazione delle carceri italiane negli anni ottanta e la sottomissione dello Stato al potere delle organizzazioni malavitose.[4][5]
Nel brano si narra infatti di Pasquale Cafiero, un brigadiere del Corpo di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale ormai sottomesso e corrotto da un boss camorrista in galera, il don Raffaè del titolo, al quale la guardia, oltre a ingraziarselo con numerosi complimenti, si mette a disposizione attraverso diversi tipi di accudimenti (fargli la barba, ad esempio), chiede diversi favori (per esempio prestargli un cappotto elegante da sfoggiare ad un matrimonio, trovare un lavoro al suo fratello disoccupato da anni[4]) e offre ripetutamente un caffè esaltandone la bontà.[6][7] Viene anche evidenziata, ironicamente, la condizione di vita agiata all'interno del carcere dello stesso boss.[8]

Secondo quanto riporta Mario Luzzatto Fegiz, De André avrebbe affermato che «la canzone alludeva a don Raffaele Cutolo»[9] famoso boss camorrista e fondatore della Nuova Camorra Organizzata,[10] sebbene né lo stesso De André né il coautore Massimo Bubola disponessero «di notizie di prima mano sulla sua detenzione».[9] Anche lo stesso Cutolo pensò a una dedica alla sua persona e scrisse al cantautore genovese per chiedergli se don Raffaè fosse effettivamente lui e per complimentarsi,[9] meravigliandosi inoltre di come De André fosse riuscito a cogliere alcuni aspetti della personalità e della sua vita carceraria, senza avere a disposizione informazioni dettagliate. 

[9] De André rispose alla lettera di Cutolo per ringraziarlo, ma evitò di continuare il carteggio con il boss, lasciandolo libero di pensare che la canzone fosse dedicata a lui o no.[9] Secondo Walter Pistarini, invece, solo Mauro Pagani si sarebbe ispirato alle vicende di Cutolo, mentre De André avrebbe tratto ispirazione da opere letterarie come Gli alunni del tempo di Giuseppe Marotta e Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo.[11]
Il ritornello della canzone è ripreso chiaramente dal brano O ccafè di Domenico Modugno.
Una incisione del brano è stata realizzata in coppia con Roberto Murolo, ed una esecuzione dal vivo è stata cantata dai due in occasione del Concerto del Primo Maggio del 1992.

Formazione

Cover

Il brano è stato reinterpretato dal cantante napoletano Peppe Barra nel 2001, anno di pubblicazione del disco Guerra che contiene la cover.[12]
Una cover è stata anche incisa da Pupo nel 2004, nel suo album L'equilibrista. Nel DVD Omaggio a Fabrizio De André (2006), un altro cantante napoletano, Massimo Ranieri, interpreta il brano.[13]

Versione di Clementino

In occasione della terza serata del Festival di Sanremo 2016 il rapper italiano Clementino ha presentato una propria versione del brano.[14]
Tale versione è stata pubblicata per il download digitale il 12 febbraio 2016,[15] per poi entrare anche in rotazione radiofonica dal 22 marzo dello stesso anno.[16]

Note

  1. ^ «Ho usato apposta un dialetto napoletano maccheronico [...] La chiave me l'ha data gli Alunni del sole di Marotta, dove c'è questo don Vito Cacace che è l'intellettuale della zona e alla sera raduna tutti quanti e gli legge il giornale, spiegando che cosa succede. Poi, in certe parti, c'è anche qui l'attacco allo Stato: lo Stato si indigna, si impegna. Sono le parole di Spadolini, quando si precipitò a Palermo in occasione di una delle tante stragi mafiose: "Sono costernato, sono indignato e mi impegno..."». In Doriano Fasoli, Fabrizio De Andrè: passaggi di tempo : da Carlo Martello a Princesa, p. 68, Edizioni Associate, 2001, ISBN 88-267-0309-4.
  2. ^ Scheda del disco Effedia - Sullia mia cattiva strada (TXT), italianissima.net. URL consultato il 7 gennaio 2010.
  3. ^ De Andre', a un anno dalla morte sigarette e conchiglie sulla tomba, in Corriere della Sera, 12 gennaio 2000, p. 37. URL consultato il 7 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  4. ^ a b Silvia Sanna, Fabrizio De André. Storie, memorie ed echi letterari, ppgg. 68-69, Effepi Libri, 2009.
  5. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Quell'ultima telefonata, in Corriere della Sera, 12 gennaio 1999. URL consultato il 12 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  6. ^ Mario Luzzatto Fegiz, La vita e' sogno...e le canzoni anche, in Corriere della Sera, 16 dicembre 1992. URL consultato il 12 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  7. ^ Che musica, nel carcere è l'omaggio a De André, in La Repubblica, 15 gennaio 2007. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  8. ^ Pagani per De Andrè un concerto in, in La Repubblica, 6 gennaio 2004. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  9. ^ a b c d e Mario Luzzatto Fegiz, De Andrè: io fui facile profeta, me lo confermò Cutolo, in Corriere della Sera, 12 febbraio 1997. URL consultato il 7 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  10. ^ Silvia Sanna, Fabrizio De André. Storie, memorie ed echi letterari, Effepi Libri, 2009, pp. 68-69, ISBN 9788860020154.
  11. ^ Antonio Lodetti, E il boss della camorra ringraziò De André, in Il Giornale, 23 ottobre 2010. URL consultato il 18 aprile 2015.
  12. ^ Guerra di Peppe Barra su rockol.it, rockol.it. URL consultato il 7 gennaio 2010.
  13. ^ Fondazione De André: altre interpretazioni dei brano
  14. ^ Silvia Colombo, Clementino porta De Andrè a Sanremo 2016: il video dell'esibizione, Optima Italia, 11 febbraio 2016. URL consultato il 21 marzo 2016.
  15. ^ Don Raffaè, Google Play. URL consultato il 21 marzo 2016.
  16. ^ Luca Marzullo, Clementino - Don Raffaè (Radio Date: 22-03-2016), EarOne, 21 marzo 2016. URL consultato il 21 marzo 2016.
  17. ^ Classifica settimanale WK 7 (dal 2016-02-12 al 2016-02-18), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 2 luglio 2016.
TESTO 
Io mi chiamo Pasquale Cafiero
e son brigadiere del carcere oinè
io mi chiamo Cafiero Pasquale
sto a Poggio Reale dal ’53

e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
c’è un uomo geniale che parla co’ me

Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti, papponi, cornuti e lacchè
tutte l’ore cò ‘sta fetenzia
che sputa minaccia e s’à piglia cò me

ma alla fine m’assetto papale
mi sbottono e mi leggo ‘o giornale
mi consiglio con don Raffae’
mi spiega che penso e bevimm’ò cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè

Un galantuomo che tiene sei figli
ha chiesto una casa e ci danno consigli
mentre ‘o assessore che Dio lo perdoni
‘ndrento a ‘e roullotte ci tiene i visoni
voi vi basta una mossa una voce
c’ha ‘sto Cristo ci levano ‘a croce
con rispetto s’è fatto le tre
volite ‘a spremuta o volite ‘o cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Qui ci stà l’inflazione, la svalutazione
e la borsa ce l’ha chi ce l’ha
io non tengo compendio che chillo stipendio
e un ambo se sogno ‘a papà
aggiungete mia figlia Innocenza
vuo’ marito non tiene pazienza
non chiedo la grazia pe’ me
vi faccio la barba o la fate da sé

Voi tenete un cappotto cammello
che al maxi processo eravate ‘o chiù bello
un vestito gessato marrone
così ci è sembrato alla televisione
pe’ ‘ste nozze vi prego Eccellenza
mi prestasse pe’ fare presenza
io già tengo le scarpe e ‘o gillè
gradite ‘o Campari o volite ‘o cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Qui non c’è più decoro le carceri d’oro
ma chi l’ha mi viste chissà
chiste so’ fatiscienti pe’ chisto i fetienti
se tengono l’immunità

don Raffaè voi politicamente
io ve lo giuro sarebbe ‘no santo
ma ‘ca dinto voi state a pagà
e fora chiss’atre se stanno a spassà

A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi bacio v’imploro
chillo duorme co’ mamma e co’ me
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè

29/10/2017

Originale remix di un brano del 1942 : LA FIDANZATA (Articolo 31)

 




Remix satirico su un brano di Natalino Otto.




it.wikipedia.org

La fidanzata (singolo)




La fidanzata.png
Screenshot tratto dal video del brano


Artista
Articolo 31
Tipo album Singolo
Pubblicazione 20 aprile 1998
Durata 4:08
Album di provenienza Nessuno
Genere Pop rap
Etichetta Ricordi
Registrazione 1997
Formati CD


La fidanzata è un singolo del gruppo musicale italiano Articolo 31, il primo estratto dal quarto album in studio Nessuno e pubblicato il 20 aprile 1998.

Il brano

Scritto da J-Ax, DJ Jad, Liri e Gulmar, La fidanzata campiona il ritornello del brano del 1942 Mamma voglio anch'io la fidanzata di Natalino Otto. Per richiamare il sound "vintage" del brano, il CD viene stampato come se fosse un vecchio vinile. Nella canzone è presente anche una citazione de La ballata di Cerutti Gino di Giorgio Gaber.

All'interno dell'album il brano viene inoltre anticipato da una breve introduzione recitata dall'attrice e doppiatrice Grazia Migneco, a chiusura della traccia precedente, La rinascita.
Il brano al suo apice raggiunge la posizione #20 della classifica dei singoli più venduti in Italia.

28/09/2017

PENSIERI E PAROLE : il grande Lucio Battisti eseguito dalla filarmonica Borgognoni

Lucio Battisti fa parte della leggenda della musica italiana. Le sue canzoni sono conosciute da tutti (si consiglia di leggere il seguente articolo 10 motivi per cui non finiremo mai di amare Lucio Battisti). 
La filarmonica Borgognoni della mia città esegue PENSIERI E PAROLE.


MYSTERIUM



Pensieri e parole/Insieme a te sto bene

"Pensieri e parole"/"Insieme a te sto bene" è il 10º singolo di Lucio Battisti, uscito il 4 maggio 1971 per la casa discografica Dischi Ricordi.

 

Il disco

L'immagine di copertina del singolo è tratta dalla stessa session fotografica in cui vennero scattate le fotografie per l'album Amore e non amore, realizzate dal fotografo Silvio Nobili.

 

Successo

Il singolo fu il 1º più venduto del 1971 in Italia.
Andamento nella Hit Parade italiana
Settimana Posizione
1 29 maggio 1971 3
2 5 giugno 1971 1
... ................ 1
15 4 settembre 1971 1
16 11 settembre 1971 3
17 18 settembre 1971 5
18 25 settembre 1971 6
19 2 ottobre 1971 6
20 9 ottobre 1971 9

 

Pensieri e parole

La peculiarità del brano sta nell'intreccio di due melodie distinte, le quali sono prima cantate separatamente per poi fondersi successivamente e nella seconda strofa. Lo stesso ritornello prevede un impasto vocale nella seconda metà dello stesso. Le due voci suggeriscono, dal titolo della canzone, l'accavallarsi dei pensieri e delle parole durante un confronto tra due innamorati in un momento cruciale della loro relazione.
Lo stesso Battisti ha interpretato il motivo in playback, durante la trasmissione televisiva Teatro 10, sovrapponendo due immagini di sé per ciascuna delle parti vocali.

 

Versione con coda orchestrale

Del brano Pensieri e parole esiste un'altra versione diversa da quella pubblicata nel singolo e nella maggior parte degli album o delle raccolte, della durata di 5 minuti e 14 secondi (contro i 3 minuti e 55 secondi della versione più diffusa). Tale versione è identica a quella nota, ma alla fine del brano si aggiunge una coda orchestrale realizzata dall'arrangiatore Gian Piero Reverberi e da Battisti stesso. Questa versione è stata pubblicata nelle antologie Tutto Battisti (1975), Profili musicali nº 21 (1982) e Il meglio di Lucio Battisti (1984); oggi non si trova più in commercio.

 

Cover

Nel 1991 Mia Martini con Maurizio Giammarco incide sia la versione studio nell'album tributo Ci ritorni in mente, sia la versione live in Mia Martini in concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco).
Nel 2007 Massimo Ranieri ne interpreta una versione nel suo doppio CD Canto perché non so nuotare...da 40 anni. Il brano è il tredicesimo del secondo CD.
Il 16 dicembre 2011, il comico Maurizio Crozza ne ha eseguito una cover satirica, intitolandola Il finanziere e l'evasore. Nella versione, trasmessa nel corso del programma Italialand sulla rete televisiva LA7, Crozza impersona un militare della Guardia di Finanza che duetta con un evasore fiscale. Alcune parti della canzone parafrasano fedelmente il testo originale messo in musica da Lucio Battisti.

 

Testo Pensieri E Parole

Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai.
Conosci me la mia lealtà
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me il nome mio
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.
Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura d'esser preso per mano, che ne sai
l'amore mio
che ne sai di un ragazzo perbene
è roccia ormai
che mostrava tutte quante le sue pene:
e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai
la mia sincerità per rubare la sua verginità,
sì tu lo sai
che ne sai.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.
Conosci me
che ne sai di un viaggio in Inghilterra
quel che darei
che ne sai di un amore israelita
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei
di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita.
Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissà perché chissà
si tu lo sai
adesso è verità.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.