Il 27 marzo, due caccia statunitensi chiedono di atterrare nella base di Sigonella.
L’Italia nega l’autorizzazione, perché l’operazione non rientra negli accordi internazionali.
La posizione del governo
Il ministro della Difesa Crosetto chiarisce che l’Italia può autorizzare solo:
operazioni NATO,
missioni addestrative,
attività di supporto logistico,
operazioni non cinetiche (non offensive).
I caccia da combattimento non rientrano in queste categorie.
Il ruolo delle basi italiane nella guerra in Iran
Secondo gli analisti Francesco Vignarca e Antonio Mazzeo:
Sigonella è un hub strategico per gli USA.
L’Italia non partecipa direttamente alla guerra, ma fornisce supporto logistico essenziale.
Quali mezzi operano dalle basi italiane
Attività considerate “non offensive”, ma fondamentali per le operazioni USA:
Droni da ricognizione → raccolgono immagini e informazioni.
Aerei radar (AWACS) → monitorano lo spazio aereo e guidano i caccia.
Aerei cisterna → riforniscono i velivoli in volo, permettendo missioni più lunghe.
Velivoli di comando e controllo → coordinano droni, caccia, navi e intelligence.
Conclusione
L’Italia non spara, ma:
mette a disposizione infrastrutture,
permette l’uso di mezzi che sono occhi, orecchie e cervello delle operazioni militari USA.
È quindi un coinvolgimento indiretto, ma strategicamente rilevante.