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09/04/2026

I signori della guerra ci rubano il futuro

 

Nel dialogo, Michele Santoro e Benedetta Sabene discutono di come l’Occidente sia entrato in una fase di guerra permanente, sostenuta da narrazioni mediatiche distorte e da interessi geopolitici ed economici. Sabene sottolinea che i giovani, protagonisti del recente referendum, hanno votato “no” non solo contro il governo Meloni, ma contro un intero modello di società percepito come ingiusto e subalterno agli Stati Uniti.

Il cuore del confronto riguarda il doppio standard tra la reazione occidentale all’invasione russa dell’Ucraina e quella all’offensiva israeliana su Gaza. Secondo Sabene, le vite “che contano” cambiano a seconda degli interessi strategici, non dei principi.

Si parla poi della trasformazione dell’economia europea in senso bellico, del ruolo di Israele e delle pressioni sullo scenario mediorientale, fino all’idea che la guerra sia diventata un settore stabile dell’economia globale.

Santoro e Sabene affrontano anche il tema del “nemico permanente” – prima il terrorismo, oggi Russia, Hamas e Iran – usato per giustificare riarmo e assenza di dialogo diplomatico.

Nella parte finale, Sabene racconta la sua vicenda giudiziaria, definendola un attacco politico legato alle sue posizioni su Palestina e Ucraina. Santoro conclude denunciando le molte falsità diffuse negli anni di guerra e invitando a rispondere con il pensiero critico.